Fondata nel 1972 come Basket Piero Manetti, la compagine ravennate porta con sé una solida tradizione cestistica legata a doppio filo alla storia della città.
Il simbolo e i colori giallorossi come i colori del comune e della tradizione bizantina. Ravenna è la capitale mondiale dei mosaici: l’obiettivo di coach Daniele Aniello quest’anno è proprio quello di incastrare alla perfezione ogni singola tessera del suo roster e finora direi che c’è anche abbastanza riuscito.
La partita si giocherà nella storica cornice del PalaCosta, un palazzetto caldo che sa come trasformarsi in una bolgia e che richiede massima personalità sin dal primo minuto.
Ravenna ha inaugurato in questa stagione un nuovo corso societario e tecnico. Affidata alla guida tattica dell’esperto coach Daniele Aniello, la squadra è un mix profondamente rinnovato di veterani di categoria ed elementi giovanissimi. Si tratta di una formazione che ama ritmi intensi, solida a rimbalzo e con gerarchie che stanno trovando stabilità settimana dopo settimana.
Il coach ravennate vanta una storia unica: nato a Grottammare (in provincia di Ascoli Piceno) nel 1980, laureato con master in Sport Management, possiede la massima certificazione FIBA ed è abilitato ad allenare anche in Spagna e Inghilterra.
Ha vissuto e allenato in Germania (al Vöhringen) e in Irlanda (ai Longford Falcons) nei primi anni Duemila. Poi è volato fino alle Maldive nel 2017 per sposare progetti di sviluppo cestistico.
Fino a pochissimo tempo fa, prima di accettare la chiamata di Ravenna per la stagione 2026/2027, è stato in Sudamerica, in Ecuador, per guidare come head coach gli Zamora Jaguars nella LBP (la massima lega professionistica ecuadoriana) ai margini della foresta amazzonica.
Ha lavorato persino come Technical Director per la NBA Basketball School in Ungheria, ma in Italia conosciuto soprattutto per l’epopea di Fabriano, dove si è reso protagonista della scalata dalla serie C alla serie A2 (insieme a coach Pansa) per poi andare a Chieti sempre in A2.
La sfida tra lui e Gabrielli è sicuramente motivo di interesse: Domenica assisteremo a un vero e proprio ribaltamento dei ruoli. Coach Gabrielli non solo torna in quel PalaCosta che ha guidato nella stagione 2024/2025, ma lo fa affrontando a maglie invertite la squadra che un tempo studiava da avversaria. Conosce i segreti di quel campo per averci preparato le partite contro gli Herons; stavolta userà le stesse identiche tavole di legno del PalaCosta per spingere i nostri aironi oltre l’ostacolo dell’emergenza. Sarà il primo a provare un brivido entrando nel palazzetto per la prima volta da avversario, ma anche il primo a voler dimostrare il valore del suo nuovo corso agli Herons. E’ ovviamente sulla sua capacità di trasferire ai giocatori le sue motivazioni che noi puntiamo.
Ma non è l’unico ex del match: Federico Casoni ritorna a Ravenna, ma per lui non è la prima volta, in passato anzi ha regalato sempre battaglie ad alta intensità. In una partita con qualche defezione, la sua esperienza da “ex rivale storico” sul territorio sarà una guida fondamentale nello spogliatoio.
Di seguito l’analisi dettagliata del nucleo principale a disposizione dell’OraSì:
Rolandas Jakstas (Centro/Ala Grande – #14): Il pilastro straniero confermato dalla passata stagione. Lituano, classe 1992, 202 cm. Giocatore di un’intelligenza cestistica superiore, proveniente da esperienze europee di alto livello. Garantisce doppie cifre costanti in punti e rimbalzi e una fisicità d’area difficile da contenere, perché associa una duttilità ed una velocità di esecuzione non comune al fisico possente. Il confronto con Tsetse sarà da scintile e da qui passeranno gran parte dei destini del match.
Stefano Masciadri (Ala Grande – #11): Classe 1989, 200 cm. Esperienza infinita (ex San Severo, Jesi). È il classico “quattro” moderno capace di aprire l’area grazie a un tiro da tre punti mortifero. Un vero e proprio playmaker aggiunto per carisma e letture.
Giacomo Baldini (Guardia – #28): Classe 1996, 190 cm, arrivato in estate (ex Ruvo di Puglia/Faenza). Esterno dalle spiccate doti realizzative, ama attaccare il ferro e sa mettersi in proprio quando l’attacco ristagna.
Gabriel Dron (Playmaker – #23): Classe 2002, 176 cm. Pur essendo molto giovane è un giocatore di grande personalità, è il capitano e ha una leadership emotiva innata. Di scuola ciociara, pur essendo piccolo è fisicato e e dotato di una velocità devastante, abile nel premere sull’acceleratore in transizione e nel mettere in ritmo i tiratori. Anche in questo caso il confronto con Lucas Maglietti promette scintille.
Kevin Brigato (Ala – #6): Classe 1998, 194 cm, altra importantissima conferma. Giocatore di sistema, prezioso in difesa e letale sugli scarichi.
Alessandro Feliciangeli (Ala – #3): Classe 2002, 194 cm. Elemento di energia pura, cresciuto nella passata stagione e volto storico del progetto giovani giallorosso.
Mattia Mecenero (Ala – #10): Classe 2007, 200 cm, proveniente dalle giovanili della Scaligera Verona. Prospetto di altissima fisicità inserito nelle rotazioni per dare minuti e chili in area.
I Ragazzi della Panchina: A completare le rotazioni ci sono l’energia di Success Eruke (#19), Alessandro Forconi (#0), Alessandro Casali (#22), Giacomo Venturini (#50) e Giacomo Montefiori (#55), pronti ad alzare l’intensità difensiva per concedere fiato ai titolari.
La chiave non sarà l’estetica, ma la capacità degli Herons di sporcare le percentuali di Ravenna e trasformare il match in una battaglia di nervi possesso dopo possesso. Se i nostri lunghi fanno il loro lavoro, chiudiamo l’area, vinciamo la lotta a rimbalzo, allora potremo dire col poeta andato a morire proprio a Ravenna “Lasciate ogne speranza, voi ch’intrate”.
E’ un’impresa non facile ma crediamoci tutti insieme.
Forza Herons!
Roberto Consigli












































































































