A distanza di 634 giorni torniamo a casa, al Palaterme.
L’ultima volta siamo usciti da lì con il cuore spezzato, gli occhi gonfi e una cocente delusione.
Ma con l’orgoglio, ancora vivo, di avere rimesso Montecatini Terme e la sua pallacanestro sulla mappa della pallacanestro che conta.
Era il 12 giugno 2024.
Sembra passata un’era geologica.
Oggi ci rientriamo con trepidazione, con commozione, con una gran voglia di farci abbracciare da Montecatini e da tutta la Valdinievole, di riprendere i nostri punti di riferimento.
Nicola, Giorgio e Daniele c’erano allora, ci sono oggi, e faranno da ciceroni ai compagni di squadra. Riccardo Chinellato aveva un’altra maglia e conserva certamente ricordi di un altro tenore, tanto che un frame di quella sera è ancora sul suo profilo Facebook.
Eravamo tantissimi quella calda sera di fine primavera. Più di tremila, diversi sono rimasti anche fuori perché la capienza dell’epoca non ne conteneva più. Molti non si sono mai staccati, seguendoci fino a Lucca. Qualcuno ci ha sostenuto a distanza, altri si sono un po’ persi per strada. Ma il filo conduttore non si è mai spezzato.
Ottantatrè (83) partite lontano dalla nostra casa non sono uno scherzo. Da nessun punto di vista. Disaffezionarsi, dimenticarsi, crearsi nuove abitudini può essere normale.
Lucca ci ha accolti benissimo e non finiremo mai di ringraziarla, con la speranza di aver costruito un legame capace di restare vivo nel tempo.
Gli Herons guardano avanti: è nella nostra natura. Inutile piangersi addosso, anche se ci sarebbero tanti motivi per farlo.
È stata una sofferenza, organizzativamente ed economicamente.
Ma la sofferenza ci ha fortificato. L’esilio forzato è finito.
Dal 13 giugno 2024 abbiamo iniziato a programmare il futuro, carichi a palla. E oggi non lo siamo certo di meno. Guardiamo all’orizzonte, sempre a testa alta e con ottimismo.
Siamo convinti che questo ritorno ci darà ulteriore impulso. Ma non pensiate che qualcuno si adagi nella zona comfort. Ci sentiamo più solidi, più al sicuro. Un po’ come quando da bambini ci sentivamo invincibili nella casetta sull’albero o sotto un lenzuolo, armati solo di una torcia.
Il Palaterme riapre i battenti, più bello che mai. Si è rifatto il trucco, adesso è tirato a lucido. Sarà uno stimolo per tutti esserne degni. Sarà ancora di più uno degli impianti migliori, non solo della Serie B, ma dell’intero panorama cestistico nazionale.
La gente deve tornare a darsi appuntamento in via Cimabue, dove sono passati campioni del calibro di:
Manu Ginobili
Toni Kukoc
Dominique Wilkins
Sasha Djordjevic
Predrag Danilovic
Carlton Myers
Vincenzo Esposito
Gianmarco Pozzecco
Gek Galanda
Gianluca Basile
Andrea Meneghin
Dino Meneghin
Bob McAdoo
E come loro, tanti altri. Senza dimenticare gli idoli Mario Boni e Andrea Niccolai.
Ma tanti sono anche quei ragazzini che sognano di entrare sotto questa immensa cupola e calcare le listelle del nuovo parquet. Che siano di Montecatini o avversari arrivati da fuori, poco importa: sognano di emulare i campioni che da qui sono partiti o semplicemente passati.
Il Palaterme è di nuovo casa nostra e casa di un’intera comunità, che è pronta a riportarlo al suo splendore.
E adesso tocca a tutti noi riempirlo.
E farlo vibrare, di quelle emozioni che soltanto la pallacanestro, lo sport più bello del mondo, riesce ad offrire.






















































































































