Domenica saremo di scena a Livorno. Lo storico PalaMacchia all’Ardenza, datato 1976, trasuda storia da ogni singola piastrella di parquet. E’ vero, gli Herons ci sono stati lo scorso anno, in un mercoledì di marzo, contro i ragazzi del Don Bosco. Stavolta il match però ha un peso specifico diverso, in cima alla classifica ci sono i colori della Pielle e Montecatini deve essere prima di tutto onorata di essere ospite del tempio nella capitale indiscussa del basket toscano per una gara di cartello.

Misurarsi con la Pielle Livorno è un banco di prova arduo, essendo erede a tutti gli effetti della società dei portuali che hanno sempre avuto nella grinta e nella combattività il loro Dna, esprimendo negli anni bandiere come Claudio Bonaccorsi, Tosi, Aldi, Sandro Dell’Agnello, gli americani Elvis Rolle e Raf Addison, Giovanni Diana, il guerriero Lanza, il pioniere Nedo Filoni.

A sospingerli una delle tifoserie più incredibili della pallacanestro italiana, calda e passionale come poche altre, fortificata da tanti anni di difficoltà. Sempre al fianco della squadra, nelle gioie e nei dolori, un modello di fedeltà assoluta da cui prendere spunto.

Ci sarà tanta gente al seguito dei rossoblù, un po’ perché i nostri ragazzi se lo meritano, un po’ perché finalmente il viaggio è comodo, molto perché gli avversari hanno una tradizione fantastica e tantissimo perché l’entusiasmo sta tornando ad essere travolgente, come nei momenti d’oro della pallacanestro termale. I nostri ragazzi avranno bisogno in campo di alzare gli occhi e vedere volti amici, perché le voci non le sentiranno, quelle no, nella bolgia di questa chiassosa arena in quanto saranno coperte dal frastuono e dal tifo di casa e questo condizionerà tutti, dal primo all’ultimo minuto.

E’ la prima grande trasferta in 16 mesi di vita che può avere un seguito significativo. Ad oggi l’apice può essere quella a Castelfiorentino, la prima volta con molti appassionati al seguito, anche per il debutto del totem Radunic. Lontano dal comfort di casa la gente si compatta, familiarizza, scambia una parola o un inedito sorriso. Sarà una partita che entrerà nella storia degli Aironi, a prescindere da come finirà, consapevoli che sarà dura. Sarà un condensato magico di adrenalina, ricordi ed emozioni che ci porteremo in dote per molto. Potrebbe essere la gara che fa cambiare prospettiva alla FABO, perché non è un normale domenica al Palaterme, presa come alternativa al cinema o allo shopping, è una scelta che genera un senso di appartenenza irreversibile. Portare un buon numero di tifosi farà prendere consapevolezza all’ambiente che qualcosa di significativo e duraturo è stato fatto da questa società. Uniti e compatti si respirerà un’aria comunque magica.

E se fosse una di quelle occasioni dove, anche tra tanti anni, poter dire “io c’ero”?

 

FABO Herons Montecatini

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